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S. Maria dei Martiri

S. Rosalia

S. Lazzaro
Cappelle

        

S. Maria delle Grazie

                                                       

La prima notizia certa sulla chiesa di S. Maria delle Grazie è dell'anno 1493.Trattasi di un contratto tra alcuni facoltosi cittadini di Lentiscosa e il clero locale. I primi s'impegnavano a costruire un altare dedicato a S. Caterina, con sepolture sottoposte, ampliando il vecchio altare intitolato a "S. Michele Arcangelo" utilizzando un fondo contiguo alla chiesa. Il paese però esisteva da tempo come Università dello stato di Camerota sin dal 1200 ed era bene abitato, quindi anche la chiesa doveva essere eretta visto che l'altra grande chiesa è di epoca successiva e le altre del paese - S. Sofia e S. Maria ad Martires - sono troppo piccole per accogliere la popolazione.
Nel 1597 il vescovo Spinelli visitò il paese e trovò la chiesa con sei altari (maggiore o del Santissimo, S. Leonardo con B. Vergine e Santi, S. Spirito, S. Nicola, S. Caterina e uno"absque nomine"). Nel 1628 troviamo due cappelle: S. Maria di Costantinipoli e il Rosario.
Quella del Rosario era ornata da una bellissima icona dipinta che suscitò le lodi del vescovo. Nel 1637 furono riparate le finestre, il soffitto e la porta minore. Nello stesso anno fu posta l'immagine della Vergine con S. Carlo e S. Francesco in un bel tempietto. Altre riparazioni nel 1653 sempre a cura del Comune di Lentiscosa: il tetto e il pavimento era rovinato a causa delle sepolture. Ai primi del '700 gli altari erano dieci perchè era stato costruito quello di S. Nicola da Tolentino, delle Anime del Purgatorio, della Pietà e di S. Giuseppe.
Nel medesimo periodo troviamo anche una Congregazione dei Morti e un Monte frumentario. Importanti lavori e sistemazioni si ebbero nel 1727 quando dai lentiscosani residenti a Napoli fu chiamato tale Giovanni Romano, capomastro, per rifare innanzitutto le fondamenta. Nel frattempo che arrivasse la licenza del vescovo De Robertis, per la pietra angolare, la pioggia aveva riempito di terra e fango la trincea di scavo, profonda cinque metri, e si temeva la caduta dell'antica chiesa. Il capomastro consigliò la continuazione immediata della fabbrica e la popolazione "facendo catena" ne fece le fondamenta.
Durante questi lavori furono coperte alcune antiche mattonelle patinate con croce. Il vescovo consacrò in pari data la chiesa le cui misure risultavano metri 18 per metri 6,75 a forma rettangolare. Nel lato destro dell'altare maggiore vi era la congrega del Purgatorio, sopra l'icona la volta a spicchi.
Gli altari in numero di sette erano collocati in numero di tre in un cappellone gentilizio. Il campanile di 20 metri aveva una campana piccola - se ne aggiungerà un'altra nel 1813 fusa in loco - e ospitava un orologio. La forma attuale è dovuta ai lavori eseguiti tra il 1899 e il 1910 a cura dell'arciprete Tarallo a cui partecipò con elemosine tutta la popolazione. Splendido l'altare centrale con marmo a due colori dominanti, bianco e rosa. Nel 1934 si ebbero le ultime grandi riparazioni alla cupola, al campanile, al tetto e l'aggiunta di decorazioni interne, era parroco Del Gaudio Antonio.
Piccole riparazioni e nuovo orologio negli anni '60 con sostituzione delle splendide maioliche della cupola con catrame, era parroco don Francesco Crispino. La chiesa oggi si presenta come una grande croce, sul braccio principale c'è la navata centrale. Altri tre altari sono posti ai lati sotto al grande portico. Il soccorpo è ampio con due rozzi altari, ad arcate multiple che sorreggono bene la fabbrica. Vicino alla chiesa anzi attiguo, a fianco della vecchia porta piccola, vi era un cimitero coperto per la deposizione delle ossa che si estraevano dalle sepolture ricolme della stessa chiesa, ma siccome nel 1727 si dovette rifare il muro, fu smantellato e le ossa vennero poste nella prima sepoltura all'ingresso della chiesa. Molte le statue presenti in chiesa: il Rosario, l'Immacolata, l'Addolorata, la Madonna del Carmine, la Madonna dei Martiri, la Madonna di Piedigrotta, S. Antonio di Padova, S. Agnese, il S. Cuore di Gesù, Gesù risorto, l'Ecce Homo, S. Lazzaro, S. Francesco di Paola, S. Giovanni Battista, Gesù Bambino, in più vi è la statua di S. Rosalia che è trasferita al relativo santuario per le solenni festività.
L'ultimo intervento sulla chiesa madre ha riportato la cupola alle forme originarie di stile ispano-moresco, tipico dell'architettura seicentesca delle zone costiere del sud Italia, caratterizzato da un mosaico di maioliche bicolore che realizzano geometrie di rombi. Anche l'interno è stato oggetto di interventi miranti a evidenziare nell'aula neoclassica della chiesa gli elementi di più alto valore artistico, tutti recentemente restaurati. Questi lavori sono stati eseguiti in tempi straordinariamente rapidi totalmente a carico del popolo lentiscosano a cura del parroco don Gianni Citro.

 

Arcipreti dal secolo XVI  ad  oggi

 

1 Don Silvio  Carrano di  Camerota 1580-1597
2   " Ottaviano  Rondinella  "  Lentiscosa 1623-1640
3   " Cristofaro  Finelli  "         " 1664-
4   " Angelo Antonio Pizzuti  "         " 1701-1709
5   " Arcangelo  Sanges  "         " 1717-
6   " Francesco  Pizzuti  "         " 1726-1765
7   " Francesco Coccorese  "         " 1765-1780
8   " Giuseppe  Ambrosano  "         " 1781-1790
9   " Giovanni  Tancredi  "         " 1791-1795
10   "   Bonifacio  Addati  "         " 1796-1804
11   " Lorenzo  Coccorese  "         " 1805-1809
12   " Giovanni Magliano I  "         " 1810-1864
13   " Filippo D'Onofrio  "         " 1865-1874
14   " Gaetano  Coccorese  "         " 1875-1887
15   " Giovanni  Magliano II  "         " 1888-1892
16   " Giovanni Tarallo  "         " 1892-1925

17   " Antonio  Del Gaudio  "         " 1925-1951
18   " Gaetano  Cernicchiaro  "         " 1951-1953
19    " Francesco  Crispino  "    Maratea 1953-1967
20   " Gennaro  Farnetano  "    Sicilì 1967-1970
21   " Leonardo   Cusatis  "    Marina di Camerota 1970-1976
22   " Vincenzo  Morabito  "    S. Marina 1976-1995
23   " Giovanni  Citro  "    Marina di Camerota 1995-