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Al centro del paese sui declivi della collina "Piano" si erge una chiesetta intitolata a S. Maria dei Martiri. E' circondata quasi completamente da abitazioni che le fanno da corona e che creano un'atmosfera di antichità. La prima notizia scritta è del 1636, ma questa data è di molto superiore alla realtà. Infatti la zona di Lentiscosa rientra nella fascia di "colonizzazione" religiosa dei monaci bizantini dopo la diaspora del 726 d.C., iniziata da Leone III Isaurico e Costantino Copronimo.
L'afflusso dei monaci d'Oriente andò aumentando tra l' VIII e il X secolo e la loro presenza si faceva sentire nei villaggi, anzi la vita di questi ruotava intorno alle cappelle erette prima in legno e poi trasformate in fabbriche di muratura. Il centro di irradiamento della cultura bizantina fu la valle del Lao e di là si partivano i monaci per giungere nelle nostre terre. Così fecero S. Nilo, S. Fantino, S. Saba di Collesano e S. Nicodemo. I tre porti naturali di Palinuro, degli Infreschi e dell'Olivo facilitavano i collegamenti anche via mare.
Nella
zona esistevano monasteri di rito greco sia a Camerota, sia a Licusati, sia a
Bosco e ciascuno influenzava una certa zona. Gli abitanti di Lentiscosa per lo
più cadevano sotto la giurisdizione della badia di S Pietro di Licusati. Che
i monaci greci si fossero fermati a lungo da noi è provato, oltre che
dall'abbondante toponomastica, anche e soprattutto dalla chiesa di S. Maria.
E' l'unica che si è salvata come documento così antico, tra le chiese
conosciute del basso Cilento. Entrando dalla scala davanti all'ingresso - una
volta doveva essere a forma rotonda con gradini a semicerchio che si
ingrandivano man mano - si accede al tempietto che è diviso in due parti: la
prima è disadorna con un'acquasantiera sulla destra - di epoca successiva - e
due nicchie vuote ai due lati. Un grande arco, presumibilmente vecchia parete
perimetrale poi trasformata, immette nella seconda parte della chiesetta e qui
la sorpresa : alle pareti, sul fondo e sul soffitto a lamia bellissimi
affreschi che lasciano meravigliati per colori e la perfezione. A destra
abbiamo la Trinità, la Madonna protettrice delle anime, S. Basilio,
(un'apertura degli anni '30 ha interrotto la serie) segue la Presentazione al
tempio e, al centro dietro l'altare, la Madonna col Bambino e una monaca da
identificare. Sovrasta il Cristo benedicente. A sinistra dietro l'altare
figure di martiri con iscrizione.
Sulla parete di sinistra in successione:_ una santa ignota, un santo ignoto,
S. Sofia, S. Sebastiano, S. Chiara, santo ignoto, Madonna della morte, S.
Rocco, santa da identificare. Esiste un'acquasantiera di pietra mimetizzata da
una porticina di legno sul lato sinistro. Sul soffitto gli evangelisti e i
dottori della Chiesa: S. Agostino, S. Gregorio, S. Marco, S. Giovanni, S.
Ambrogio, S. Girolamo, S. Matteo e S. Luca. Un restauro fu effettuato nel 1938
da un pittore locale come da iscrizione e nella stessa epoca fu creata la
fabbrica a destra: la sacrestia. Un obelisco in pietra a forma di croce greca
è posto a sinistra della costruzione.
La
chiesetta di S. Maria dei Martiri, radice artistica e culturale del
cristianesimo lentiscosano, ultimamente è stata interessata da un
approfondito restauro, che ha rimosso dal ciclo di affreschi che decorano
completamente l'interno della cappella un'ingombrante ridipittura che
nascondeva la bellezza medievale delle figure.
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